Aviva Ahuvati
Breve riflessione su un film israeliano che qualche mese fa si è aggiudicato il premio per la migliore sceneggiatura al Chicago Film Festival. Stiamo parlando di Aviva Ahuvati del regista-sceneggiatore Shemi Zarhin.
Si tratta di un'opera che, nel sempre crescente cinema israeliano, si colloca in una dimensione non particolarmente significativa. E' una commedia sul malessere quotidiano di una donna che divide la sua esistenza tra l'esistenza quotidiana, i problemi della famiglia, il suo mondo interiore collegato alla sua attività di scrittrice segreta e l'infatuazione di tipo adolescenziale per un maldestro professore di letteratura.
Zarhin dipinge con una certa precisione la vita modesta di una donna dalle qualità straordinarie, con toni a volte tragici, spesso brillanti e divertenti.
Tutto il film ha un suo senso proprio nella sceneggiatura, mentre gli aspetti formali e registici appaioni decisamente poco interessanti.
Altro cardine della pellicola è l'interprete principale: Assy Levi, attrice in grado di delineare un ampio spettro di sensazioni interiori e reazioni emotive.
Aviva Ahuvati è comunque un film che non può essere collocato sul livello più alto della cinematografia contemporanea attuale. I titoli più interessanti? ai Prossimi post.
Maurizio G. De Bonis