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10/12/06

Il cinema fa bene al cervello

Nei giorni in cui scrivo si svolgerà a Teheran una grottesca e agghiacciante conferenza per negare la Shoah. I giornali ne parlano (un po'), ma l'opinione pubblica occidentale non sembra essere molto colpita da questo terribile evento. Solo lo scrittore israeliano Yehoshua ha fatto la voce grossa, nel tentativo di smuovere le coscienze di fronte a tale assurda inziativa. Che fare dunque davanti a una simile provocazione? E' difficile a dirsi, ma forse il mondo del cinema potrebbe trovare una sia pur limitata risposta.
Se il cinema è (come in effetti è) un'arte popolare, alla portata di tutti, in grado di entrare anche nelle case grazie alla programmazione televisiva, non sarebbe il caso di usare questo strumento di comunicazione per stigmatizzare con la forza necessaria una conferenza chiaramente antisemita? Pensiamo a tutto il materiale di propaganda che questo orrendo convegno diffonderà. Proprio attraverso il linguaggio audivisivivo sarebbe possibile costruire un discorso che possa evidenziare le aberrazioni mostruose che si nascondono dietro manifestazioni di questo tipo.
Basterebbe un regista volentesoso e un montatore capace per far emergere il livello di antisemitismo che alberga nelle menti di chi pensa di fare pressioni sul mondo organizzando una conferenza che non ha alcuna rilevanza sul piano storico-scientifico e di cui, per giunta, non si conoscono i relatori.
Il cinema, dunque, potrebbe essere utile. Così, lanciamo un appello ai cineasti italiani affinchè si sensibilizzino su tale questione. Chissà...magari qualcuno si potrebbe prendere la briga di fare un bel documentario sull'antisemitismo contemporaneoe e su come questa tragica distorsione del pensiero venga usata a scopi politici.